| La gastronomia........................................... |
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| La cucina del Monferrato seppur caratterizzata dalla semplicità, è
molto ricca di piatti ed è impossibile elencarli tutti. Ha origini
povere dettate dalle modeste condizioni economiche della zona durante i
secoli passati anche se con il trascorrere degli anni e delle
generazio-ni i piatti del Monferrato sono legger-mente cambiati, si sono
arricchiti e, oggi, sono più elaborati che nel passato. Mai, però, si
dimentica di utilizzare l’ingrediente primario: la genuinità; i
componenti sono infatti, tutti di provenienza locale. Per la cucina
acquese il discorso è lo stesso. Qui oltre all’influenza della cucina
dell’Alto Mon-ferrato si risente molto della vicinanza del
Preappennino Ligure e della piana meridionale piemontese. Le tre
differenti tradizioni qui si uniscono creando piatti veramente
importanti. Tipici della cucina acquese sono focacce e ripieni,
stoccafissi con olive della vicina Liguria e largo uso di erbe
aromatiche quali il timo e la maggiorana. Per terminare citiamo i vini,
molto importanti in questa zona, sia da pasto, sia dolci quali il
Moscato e il famoso Brachetto. |
| Il tartufo......................................................... |
ALCUNE
SPECIALITÀ |
| Uno dei prodotti più apprez-zati del Monferrato è senz’altro il
tartufo. Nasce e si sviluppa sotto terra specialmente vicino alla
quercia, al salice, al tiglio oppure al pioppo. In base all’albero
vicino al quale cresce ha una diversa intensità di profumo e
soprattutto si differenzia per il colore che può essere bianco oppure
arrivare al colore del caffèlatte con alcu- ne venature chiare. La
ricerca del tartufo, che normalmente ha inizio al 15 settembre e termina
al 31 gennaio, è circondata da un alone di segretezza; ogni cercatore,
infatti, sa quali sono i punti migliori in cui il tartufo può formarsi.
Il tartufo si consuma fresco ed il suo profumo va ad esaltare piatti
sem-plici come tajarin, risotti, fondute e uova al paletto. |